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voce di felicitas

Il primo di Agosto , seguendo la ruota del tempo, ci troviamo a celebrare la festa del ringraziamento, è il momento del anno in cui il raccolto è stato messo nelle granaie , si perchè il grano fonte di vita e sostentamento, era uno dei primi alimenti per i nostri avi che, prima di riprendere il nuovo ciclo di coltivazioni e di vita, si fermavano per ringraziare: per tutto ciò che ci è stato donato, per l’abbondanza e la mancanza, per tutto quello che ci permette di affrontare il nuovo anno grazie alle provviste e per il sole che ha scaldato non solo la terra ma anche i nostri cuori.

Tempo di festa e di celebrazione e con grande entusiasmo sento di dare memoria a questa giornata “ammassare il pane” il pane della vita, il pane del sacrificio, il pane dell’abbondanza; una vera e propria via iniziatica.

Quest’anno ho iniziato il rinfresco del lievito madre nel giorno di Sant’Anna che è ancestralmente collegata alla pasta madre, ho seguito l’intuizione che ha fatto riattivare la memoria del gesto, il mio pane è stato impastato con infuso di zafferano, una pianta che simboleggia la ricchezza per questo chiamata anche oro rosso che ha conferito il colore giallo oltre al sapore ed un profumo delicatissimo ed i semi di papavero a celebrare l’abbondanza.

photo_2025-08-03_18-19-46-1024x768 Il pane di vita

La tradizione del grano/pane in questa giornata ha dei rimandi antichi, nella tradizione celtica si celebra Lughnasadh (o anche Lúnasa o Lughnasa) è la prima delle tre celebrazioni della stagione del raccolto (le altre sono Mabon e Samhain).

La festa ricorda il sacrificio del Dio sotto forma di grano: nel suo ciclo di morte (per dare nutrimento alla popolazione) e rinascita, il grano veniva identificato come uno degli aspetti del dio Sole, che i gaelici chiamavano Lúg, uno dei temi cardine di questa festività è proprio il legame indissolubile tra vita e morte, che sono “intrecciate” tra di loro senza mai incontrarsi.
Il grano viene tagliato dalla falce, affinché possa diventare nutrimento e la luce del sole che è stata assorbita dalle spighe si fa alimento, diventa materia per il nostro sostentamento, apparentemente muore, per rinascere a nuova vita nel pane che impastiamo con le nostre stesse mani: la luce che diviene materia.

La simbologia collegata al pane, insieme con tutte le sue implicazioni alchemiche ci fa riflettere sul senso del ciclo della vita, sulla morte del grano che diviene vita e alimento, celebriamo il primo raccolto, fermiamoci a guardare cosa abbiamo seminato e cosa stiamo raccogliendo e ringraziamo per l’abbondanza di ciò che è , apriamoci all’ascolto della voce di Madre Terra e torniamo a riscoprire i suoi misteri che abitano anche dentro di noi.


La prima fetta la donerò alla terra: “Con gratitudine raccolgo, con gratitudine dono“.

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cropped-logo-super-organismo-uomo-1024x209 Il pane di vita

Camminare la ruota dell'anno per me significa vivere ed incarnare lo spirito che questo tempo porta, celebrare e rendere sacro ogni attimo.

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